“Ibra come i Queen… e la Gioconda”. Raiola, arte e pallone

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MOSCOW, RUSSIA – JUNE 17: Carmine Raiola looks on with Zlatan Ibrahimovic prior to the 2018 FIFA World Cup Russia group F match between Germany and Mexico at Luzhniki Stadium on June 17, 2018 in Moscow, Russia. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

di Mattia Marinelli –

Mino Raiola come minimo pindarico in chiusura di 2019: “Questi sei mesi per Ibra saranno come l’ultima tourneè dei Queen, un lungo tributo: bisognava farlo a San Siro, non potevo permettere che il suo ultimo palcoscenico fosse Los Angeles – poi l’aggiunta a Repubblica – i tifosi dovrebbero chiedermi scusa per Donnarumma: Mino avevi ragione tu. volevo portarlo via perchè non mi fidavo di quel Milan, come non mi fidavo dell’Inter di Thohir”.

Ibra a San Siro come i Queen a Wembley, secondo Mino Raiola

Il super-agente non è nuovo alle grandi iperboli immaginifiche. Nell’estate 2012, all’inizio della trattativa Ibra con il Psg in uscita dal Milan, disse: “Parigi potrebbe realizzare un sogno con l’acquisto di Zlatan. Lui è come la Gioconda. Ci sono persone che possono contemplare queste opere a distanza, senza dire una parola. E ci sono quelli, come il Psg e il Manchester City, che possono permettersi di acquistarle”.

Non ci era andato piano nemmeno nei confronti di Donnarumma il buon Mino, all’inizio della querelle-rinnovo con il Milan: “Gigio è la perfezione, come si fa a criticarlo? È un ragazzo umile, sta dando tutto. Il suo futuro? Credo sia doveroso sapere per un giocatore così che società ci sarà, l’ho detto a Galliani. Quanto vale? Per me un Modigliani”.

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