Frank il bomber, Cris l’assistman, Souza la novità: le “stelle” Sheriff a San Siro

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Stasera contro l’Inter arrivano i moldavi: senza Yakhshiboev, ecco su chi si affideranno per un altro colpo Champions

Dal nostro inviato Iacopo Iandiorio

Stasera a San Siro contro l’Inter lo Sheriff Tiraspol non avrà l’attaccante principale Yakhshiboev, infortunato, e il portiere dei miracoli al Bernabeu, il greco Athanasiadis, rimasto in Moldavia. Così ecco che le “stelline” giallonere diventano, assieme a capitan Castañeda, l’assistman Cristiano, ex mozzo e oggi leader della specialità in Champions, e la novità Bruno Souza, attaccante brasiliano.

Bruno, l’ex operaio

“Tifavo Milan, Lautaro è super”

È l’uomo dell’ultima ora. La punta Yaxshiboyev è k.o. e Vernydub dovrebbe mandare dentro Bruno Felipe Souza da Silva. Di San Paolo, 27 anni, fino ai 21 dilettante, ricorda: “Ero scaricatore e in una società di pulizie, mi allenavo da solo alle 7 di mattina, convinto che avrei avuto una chance. Giocavo per strada, è stata dura. Ma a mia madre dicevo che un giorno sarei venuto in Europa”. Austria. “Nel 2015 il mio amico Caio, ora mio agente, m’invitò a un torneo. Fra il pubblico c’era il boss dell’Austria Lustenau, Serie B. Mi propose di seguirlo. Andai senza un soldo. Mi pagavano 500 euro al mese e vivevo in famiglia. Con la squadra B feci 11 gol in 15 gare, il presidente mi fece firmare il contratto a 21 anni”.

Greci

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Dopo 2 anni in B lo prende il Lask, big in A austriaca, per 250 mila euro. “Poi a gennaio 2018 mi compra l’Olympiacos ma mi presta all’Atromitos due stagioni. Torno e mi rompo per 3 mesi. All’Aris nel gennaio 2021, 2 anni di contratto, ma in estate un agente mi dice che mi cerca lo Sheriff. Lì giocavo poco, loro erano ai preliminari Champions, mi sono detto ‘andiamo allo Sheriff’. Ho rinunciato a un anno di soldi con l’Aris per venire qui”. Sabato ha segnato
il suo 2° gol: “Sono attaccante, rapido. Idoli? Ronaldinho e Henry, Ronaldo dell’Inter, Messi. Milano? Ricordo Maicon e Adriano e Kakà. È il momento più bello della mia vita. Inter? Mi hanno impressionato Lautaro e Calhanoglu. Ci è superiore, ma tutto può succedere. In A mi piace il Milan. Il sogno più grande: il Mondiale. Ma è molto lontano per me, troppi rivali”.

Castañeda, capitano coraggioso

“Conosciamo l’Inter, c’è fiducia”

Fino all’anno scorso era un perfetto sconosciuto. Poi è esploso con 28 gol in 35 match della Divizia Nationala, la Serie A moldava, e 3 gol nei preliminari di Champions e qualcuno ha iniziato a segnarsi il suo nome. Frank Castañeda, 27 anni, colombiano di Cali, punta centrale o a sinistra, è un altro che fino ai 22 anni giocava fra amici. Poi la Serie B colombiana nel 2016 all’Orsomarso (nome della cittadina del cosentino di cui era originario il presidente) di Palmira, Cauca. Quindi nel 2017 scommette su di lui lo Senica slovacco, club da bassifondi, che si salva ai playout. Ma 18 gol in 54 match di campionato e 6 reti in coppa nazionale sono un bel bigliettino da visita. Tanto che a fine 2019 gli scout dello Sheriff non se lo fanno scappare. E Frank spacca in Moldavia.

Compagni

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Oggi vale sul milione e mezzo. “Sono entusiasta dell’ambiente in cui sono venuto, la città è piccola, con tanti parchi, mi piace molto qui”, ha detto in passato. Dopo la Colombia, dove il calcio è tecnica, in Slovacchia scopre gli allenamenti duri e la pressione. In Transnistria il football d’alta classifica e l’Europa, il sogno. “Ma noi vogliamo sempre vincere, come a Madrid”. A Tiraspol ha trovato altri 5 sudamericani, un connazionale (Arboleda) e corregionale (del Cauca) con i quali “ci vediamo la sera, insieme alle famiglie”. Benzema è uno dei suoi miti, e l’ha battuto. “Siamo molto forti in difesa e ordinati tatticamente. Abbiamo visto Inter-Real, li abbiamo studiati e abbiamo fiducia. Ci siamo abituati a non abbassare l’intensità. Il futuro? Vedremo che pasa…”. Sì, che succede. Perché i sogni di Frank non finiscono qui.

Cristiano tra fede e cantieri

“Mi piace Vidal e in futuro…”

La sorpresa della sorpresa. Con 3 assist in 2 match, è il leader – con Antony dell’Ajax – della specialità. Cristiano da Silva Leite, 28 anni di Niteroi, Rio, come Leonardo: “Nel 2011, a 18 anni, decisi che non avrei più tentato la fortuna, ero partito dalle giovanili del Vasco. Ma mio padre aveva lasciato la famiglia e avevamo bisogno di denaro, così mi misi a lavorare. Due anni in un cantiere navale di Rio, dipingevo e pulivo navi e barche. Finché nel 2013 mi chiamano nel Pernambuco alla Vitória das Tabocas per la B statale”. Ha cambiato tanti club: Murici in Alagoas, al CRB in C, Bonsucesso carioca, Criciúma di Santa Catarina, in B, Volta Redonda di Rio, di nuovo in D e poi in C fino al 2017. “A 24 anni ero in pratica ancora dilettante…”.

“Fino all’offerta dello Sheriff: un ex compagno che era stato qui mi contatta e mi dice che cercano un laterale sinistro. Ci siamo sentiti, abbiamo trovato l’accordo. Ora sto in Champions, dopo tante avventure, contro il Real, l’Inter, impensabile… Ho creduto molto in Dio e anche in me. Chissà che un giorno non arrivi in nazionale. Sono sempre stato laterale sinistro, con Bordin ho giocato anche più avanzato, e a volte ora da esterno destro. Modelli? Marcelo del Real Madrid. Mi piace molto il calcio italiano, ma è la prima volta in Italia. E ora San Siro, con l’Inter, uno dei club top al mondo, ho realizzato un sogno. Mi piace Vidal, la sua grinta, come marca, come attacca, l’entusiasmo che trasmette. Futuro? Se arrivano le opportunità le coglieremo. Mi piacerebbe giocare tanto in Italia. C’è posto?”.

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