Challenger: dal 17 agosto, a Todi, la ripartenza

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Lorenzo Sonego esulta durante il Tour italiano che sta animando queste settimane in attesa della ripartenza internazionale (Foto Marta Magni)

Lorenzo Sonego esulta durante il Tour italiano che sta animando queste settimane in attesa della ripartenza internazionale (Foto Marta Magni)

Todi, Trieste, Cordenons e Parma. Dal 17 agosto riaprirà ufficialmente i battenti il circuito Challenger dell’Atp, e lo farà con alcune sorprese e con un mese a tinte tricolori. Todi, che di recente ha ospitato la ripartenza del tennis italiano grazie ai Campionati assoluti (riesumati dopo 16 anni), sarà nuovamente il centro del mondo per le racchette di seconda fascia. La novità (relativa, perché se ne parlava già da tempo) è la formula: in Umbria il main draw del torneo (della fascia ’80’) tornerà a essere di 32 giocatori, ma con le qualificazioni a 16 e con una durata complessiva di nove giorni (sabato-domenica).

Una parziale marcia indietro visto che fino a prima del lockdown si era imposto il nuovo modello a 48 più 4, su sette giornate. Non si torna al 32 più 32 di una volta, ma a una via di mezzo che potrebbe accontentare i pro impegnati in questo circuito nel momento del rientro alle competizioni. Peraltro la marcia indietro non vale per tutti allo stesso modo: nella stessa settimana di Todi, infatti, si giocherà anche a Praga, in Repubblica Ceca, dove andrà in scena un Challenger 125 (il massimo della categoria) con la medesima formula dei tornei pre-pandemia: ossia 48 in main draw e 4 nelle qualificazioni. A seguire, dal 24 agosto, spazio a un altro appuntamento sempre a Praga (e sempre 125), e poi ancora a Orlando (125) e Trieste (80). Dal 31 agosto, data d’inizio degli Us Open, la seconda tappa di Orlando (125), oltre agli eventi di Ostrava (125) e Cordenons (80). Infine, dal 7 di settembre, toccherà alle prove di Aix en Provence (125), Prostejov (125) e Parma (80).

Come è facile intuire dando un’occhiata al calendario (che peraltro è provvisorio e, al momento, si ferma qui), si è cercato di riunire più tornei possibili entro gli stessi confini evitando spostamenti eccessivi. Di conseguenza è probabile che i giocatori cercheranno di restare nella ‘bolla’ che sarà creata di volta in volta, programmandosi nell’arco di un mese e non – come accadeva in precedenza – di settimana in settimana in base alla convenienza. Tutti i tornei italiani si giocheranno su terra battuta e avranno la stessa formula, dunque 32 giocatori nel tabellone principale più 16 nelle qualificazioni (e 16 nei doppi), mentre il montepremi sarà sempre di 44.820 euro. Una lievissima diminuzione rispetto ai 46 mila del passato, che deriva proprio dalla riduzione dei main draw. Nulla di sconvolgente, se paragonato alla possibilità di tornare a competere per i punti del circuito, per un primo assaggio di (nuova) normalità.

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